Cammino di Santiago: l’associazione Asperger Siviglia in cammino

articolo prova
settembre 19, 2017

In Galizia ci sono più di 200 famiglie con diagnosi di sindrome di Asperger tra i suoi membri.

Un totale di sedici membri dell’Associazione Asperger di Siviglia è arrivato questo sabato a Praza do Obradoiro per chiedere alle pubbliche amministrazioni misure che favoriscano l’inserimento lavorativo “adeguato” di persone con disturbi dello spettro autistico (ASD) e Asperger.

A questo gesto si è unita l’Associazione Galiziana Asperger (Asperga) a Monte do Gozo, da dove entrambe le organizzazioni hanno condiviso gli ultimi chilometri del cammino di Santiago, iniziato dagli andalusi a Sarria (Lugo).

Il presidente dell’associazione sivigliana, Rafael Jorreto, nelle dichiarazioni a Europa Press, ha affermato che l’obiettivo principale di questa “avventura” è quello di rivendicare dalla pubblica amministrazione la creazione di posti di lavoro per le persone con la sindrome di Asperger.

Sia Jorreto che il presidente di Asperga, Rita Gonzalez, hanno spiegato che la condizione di Asperger non significa avere una “disabilità intellettuale”, ma difficoltà sociali, per cui denunciano che non ci sono specifiche tasche pubbliche che permettono l'”inserimento” nel mercato del lavoro.

Inoltre, il presidente di Asperger Siviglia ha accennato al “livello di formazione” a disposizione delle persone a cui è stata diagnosticata questa sindrome, dagli ingegneri ai tecnici di laboratorio e a tutti i tipi di professioni.

Difficoltà di inserimento

In questo senso, Rita Gonzalez ha espresso la necessità di un “sostegno economico” da parte delle amministrazioni per “non condizionare le persone con Asperger a non fare nulla”, e considera fondamentale anche il sostegno sociale per sensibilizzare la popolazione sulle difficoltà sociali legate all’ASD.

Secondo i dati di Asperga, in Galizia ci sono 200 famiglie a cui è stata diagnosticata questa sindrome e solo l’associazione ha più di 30 adulti in età lavorativa che sono “con molte difficoltà” che si aggiungono a quelli già esistenti sul mercato del lavoro.

L’ostacolo principale per loro sta nelle interazioni sociali, che, secondo Rafael Jorreto, vengono “elaborate in altro modo” dai loro cervelli, ma che in nessun caso li rende “malati”.

Per quanto riguarda questa spiegazione, entrambi i presidenti concordano sul fatto che la mancanza di consapevolezza che esiste nella società e ritengono che l’unica cosa di cui soffrono i loro figli sia “l’incomprensione degli altri”.

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